Roadmap per il raggiungimento delle zero emissioni entro il 2050: sfide e progressi

L'Agenzia internazionale dell'Energia presenta una roadmap per raggiungere le zero emissioni entro il 2050, ma la crisi energetica e la crisi climatica rappresentano ostacoli

di Lab24

2' di lettura

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Nel 2021, l'Agenzia internazionale dell’Energia (AIE) ha pubblicato una delle possibili roadmap su come raggiungere, a livello globale, l’obiettivo zero emissioni inquinanti entro il 2050. Un percorso che nella visione dell’AIE sarà caratterizzato da un progressivo disaccoppiamento della crescita economica dal consumo energetico. Già al 2030, infatti, si prevede che l’economia mondiale sarà circa il 40% più grande di quella attuale, utilizzando però il 7% in meno di energia. 

Per raggiungere questi obiettivi, lo sforzo di decarbonizzazione maggiore è richiesto al settore energetico, principale fonte di emissioni di Co2. Entro il 2050, solare, fotovoltaico e l'eolico dovranno rappresentare il 70% della produzione globale di elettricità che già nel 2040 dovrà essere a emissioni nette zero. Ciò richiederà un enorme aumento della flessibilità del sistema elettrico per garantire forniture affidabili. 

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Non si tratta di una visione priva di ostacoli. Rispetto alle iniziali previsioni dell’AIE, la guerra in Ucraina e la conseguente crisi energetica hanno comportato un evidente passo indietro nella traiettoria di decarbonizzazione globale. Al contrario, la crisi climatica non rallenta, con record di temperatura massima continuamente ritoccati al rialzo. Si registrano però segnali incoraggianti negli ultimi due anni caratterizzati da molteplici annunci in tutto il mondo – si pensi al Net Zero Industry Act europeo -  di piani industriali volti a supportare le cosiddette tecnologie energetiche pulite.  

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Di conseguenza se, nel 2021, la AIE stimava che il 50% della riduzione di emissioni al 2050 deriverà da tecnologie che sono attualmente in fase di dimostrazione o di prototipo, due anni dopo tale quota è scesa al 35%. I progressi sono stati rapidi: ad esempio, lo scorso anno hanno esordito sul mercato le prime batterie agli ioni di sodio. La velocità di introduzione delle principali tecnologie energetiche pulite fa sì che l'AIE preveda che la domanda di carbone, petrolio e gas naturale raggiungerà il picco in questo decennio anche senza nuove politiche climatiche.  

Tuttavia non sarà sufficiente a scongiurare un aumento medio della temperatura della superficie terrestre oltre la soglia limite di 1,5 °C. Sarà quindi necessario continuare a investire in tecnologie e fonti energetiche pulite. Lo scorso anno, tali investimenti a livello mondiale sono ammontati a 1,8 trilioni di dollari. Cifra che dovrà salire a 4,5 trilioni di dollari all'anno, entro i primi anni 2030, per essere in linea con la roadmap delineata dalla Agenzia internazionale dell’Energia. 

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