City Break

A Poznań la storia della Polonia corre veloce

La quinta città del Paese ne custodisce il passato ma è anche laboratorio del suo futuro, tra musei multimediali, cucina di ricerca e locali creativi

di Enrico Marro

Uno scorcio della Piazza del Mercato, cuore di Poznań, con il rinascimentale Palazzo del Comune disegnato da Giovan Battista Quadro.

4' di lettura

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È il luogo leggendario dove è nata la Polonia nel 966, nonché la prima capitale.

Eppure Poznań resta poco conosciuta dagli italiani, nonostante i tanti voli diretti (da Milano Orio, Roma Fiumicino e Ciampino, Treviso, stagionali da Verona, Bari, Cagliari e Palermo) che la rendono un city break fuori dall’ordinario.

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Collegata da voli diretti in otto città italiane, Poznań è ideale per un city break all’insegna di storia, cultura e food (foto di Adam Ciereszko).

Sì perché la giovane e dinamica Poznań ha un centro compatto, raccolto, facile da visitare con la splendida piazza del Mercato quadrata che ricorda quelle di Cracovia e Breslavia, l’isola della Cattedrale, i mille caffè e gli ottimi ristoranti (tra cui il Muga, terzo a conquistare una stella Michelin nel Paese).

Luogo leggendario dove è nata la Polonia nel 966, nonché la prima capitale, Poznań ha un centro compatto, raccolto, facile da visitare (foto di Adam Ciereszko).

Dalla Prussia al mondo

Polacca fino al midollo ma con retrogusto prussiano (appartenne all’Impero tedesco dal 1870 al 1918), ora si ritrova benestante e felicemente cosmopolita grazie a un’economia brillante, alle fiere internazionali e alle tante università: conta 100mila studenti su 500mila abitanti.

Il Castello Imperiale, esempio di architettura neoRomanica tedesca: fu ultimato nel 1910 su progetto di Franz Schwechten su commissione del Kaiser Guglielmo II (foto di Adam Ciereszko).

Chi ama l’architettura non si annoierà, spaziando dal romanico al gotico, dal barocco al neoromanico imperiale tedesco fino al minimalismo contemporaneo: non stupisce che le scenografie di Metropolis, il capolavoro di Fritz Lang, siano ispirate ai palazzi di Poznań.

Chi ama l’architettura non si annoierà, spaziando dal romanico al gotico, dal barocco al minimalismo contemporaneo (foto di Adam Ciereszko).

Qui è nata la Polonia

La quinta città polacca è placidamente sdraiata sul fiume Warta: il luogo dove tutto iniziò nel 966, quando in un’ansa fortificata venne battezzato il principe cristiano Mieszko I, erede della dinastia Piast.

Inaugurato nel 2014, Porta Posnania celebra il luogo di nascita della Polonia con due edifici collegati da un ponte trasparente (foto di Lukasz Gdak).

La leggendaria nascita della Polonia viene celebrata in un moderno museo interattivo, Porta Posnania.

Multimediale e interattivo, l’interno di Porta Posnania racconta l’anno zero della storia polacca: il battesimo del principe cristiano Mieszko I, erede della leggendaria dinastia Piast.

Inaugurato nel 2014, è composto da due edifici collegati da un ponte trasparente: l’Ottocentesca fortezza e un elegante cubo minimalista di cemento, che racchiude decine di installazioni multimediali e interattive per raccontare l’anno zero.

Una cattedrale dai quattro volti

Poco distante ecco la Cattedrale, che torreggia nell’“isola” della città abbracciata dai due rami del fiume Warta.

La Cattedrale di Poznań: costruita nel X secolo ha cambiato volto quattro volte, l’ultima dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale nel gennaio 1945 (foto di Adam Ciereszko).

Costruita nel X secolo ha cambiato volto quattro volte: prima pre-romanica, poi romanica, quindi gotica e poi ricostruita dopo le distruzioni del gennaio 1945.

L’interno della Cattedrale, con l’altare del 1512 portato dalla Bassa Slesia tutto “al femminile” e per questo molto raro (foto di Adam Ciereszko).

Pulita, essenziale, con mattoni a vista, sfoggia un altare del 1512 portato dalla Bassa Slesia tutto “al femminile” e per questo molto raro.

Nei sotterranei della Cattedrale troviamo le tombe di otto re polacchi, compreso Mieszko I (foto di Adam Ciereszko).

Nei sotterranei ecco il battistero di mille anni fa e le tombe di otto re polacchi, compreso Mieszko I. Imperdibile la Cappella d’Oro di metà Ottocento, costruita da artigiani italiani e oggi simbolo di unità nazionale.

Alla scoperta della Piazza del Mercato

L’espansione della città porta alla costruzione dal 1253 dell’attuale cuore di Poznań, la splendida Piazza del Mercato, un quadrato di 141 metri di lato con quattro fontane (un tempo pozzi) negli angoli.

La splendida Piazza del Mercato, cuore della città vecchia, un quadrato di 141 metri di lato con quattro fontane negli angoli (foto di Adam Ciereszko).

Domina la piazza l’edificio del Comune, disegnato dal luganese Giovan Battista Quadro in perfetto stile rinascimentale, con loggia a tre livelli e un ingegnoso meccanismo per animare due capre meccaniche che si scontrano segnando l’ora.

L’edificio del Comune, disegnato dal luganese Giovan Battista Quadro in perfetto stile rinascimentale, con loggia a tre livelli.

A fianco il palazzo della Bilancia, dove venivano pesate e misurate le merci. E le casette multicolori costruite dai mercanti nel Seicento: sopra c’era l’abitazione, al piano terra la bancarella.

Uno scorcio della piazza con lo storico Brovaria, ristorante birrificio Seicentesco finito di restaurare nel 2004: produce ogni anno 160mila litri di birra.

Sulla piazza si affaccia anche lo storico Brovaria, ristorante birrificio Seicentesco finito di restaurare nel 2004: ha 350 coperti e produce ogni anno 160mila litri di birra Lager, “cruda” e non pastorizzata, dal gusto fresco e autentico.

L’interno della Brovaria, con la distilleria di birra Lager, dal gusto fresco perché “cruda” e non pastorizzata.

Una basilica barocca di legno e metallo

Sempre nel cuore della città vecchia, a due passi dalla Piazza, ecco la barocca Collegiata Fara, basilica costruita tra il 1651 e il 1701 su terreno cedevole e con pochi soldi: all’interno legno e metallo imitano alla perfezione il marmo delle colonne tortili, e la cupola si rivela un trompe-l’œil solo “disegnato” sul soffitto.

La Seicentesca Collegiata Fara, basilica barocca in cui legno e metallo imitano alla perfezione il marmo delle colonne tortili, con la cupola che si rivela un trompe-l’œil solo “disegnato” sul soffitto. (foto di Adam Ciereszko).

Dietro il Settecentesco altare maggiore, alto 17 metri, c’è la mano del romano Pompeo Ferrari. Imponente l’organo da 2500 canne: ogni giorno, alle 12, regala un concerto gratuito di mezz’ora a tutti.

Il Castello Imperiale tedesco

Il passato tedesco è incarnato dal massiccio Castello Imperiale, costruito nel 1910 per il Kaiser Guglielmo II (che lo visitò solo due volte).

Il Castello Imperiale, finito di costruire nel 1910 per il Kaiser Guglielmo II: rappresentava la celebrazione della cultura germanica. Oggi è un centro culturale (foto di Adam Ciereszko).

Una pomposa architettura che celebra la grandiosità del Sacro Romano Impero, un tempo ricoperta da fregi tratti dalle leggende germaniche, con le Valchirie e i Nibelunghi.

All’interno del Palazzo Imperiale ecco lo studio personale di Hitler, che però non ci mise mai piede (foto di Adam Ciereszko).

I nazisti ricavarono nell’enorme palazzo uno studio per Hitler, che però non ci mise mai piede. Oggi il complesso è un centro culturale.

Accanto al Palazzo Imperiale ecco il multimediale e interattivo Enigma Cipher Centre, aperto nel 2021 (foto di Adam Ciereszko).

Decifriamo assieme Enigma

Accanto una perla nascosta per chi ama le spy stories: il multimediale e interattivo Enigma Cipher Centre, aperto nel 2021 e dedicato ai tre matematici polacchi (Marian Rejewski, Henryk Zygalski e Jerzy Rozycki) che per primi nel 1932 riuscirono a decifrare i messaggi tedeschi trasmessi con Enigma.

Una macchina Enigma: il museo è dedicato ai tre matematici polacchi (Marian Rejewski, Henryk Zygalski e Jerzy Rozycki) che per primi nel 1932 riuscirono a decifrare i messaggi trasmessi dai tedeschi (foto di Adam Ciereszko).

Concordia Taste, mecca dei vini

Non lontano una tappa imperdibile per i foodies è Concordia Taste, secondo il Guardian uno dei migliori 36 ristoranti d’Europa: design raffinato e cucina a vista con lo chef Adam Adamczak ai fornelli, per proporre il meglio della tradizione culinaria polacca.

Il raffinato design del Concordia Taste, secondo il Guardian uno dei migliori 36 ristoranti d’Europa.

Ottimo per i vini, a partire dal popolarissimo Solaris cantine Turnau, che fa anche un ottimo Chardonnay, senza dimenticare il Pinot Noir delle cantine Kamil Barczentewicz. Tra i dolci da provare il locale Wuzetka, lontano parente del tiramisù, innaffiato dal dolce Artic targato Winnica Aris.

Oltre a un’imponente carta dei vini, lo chef Adam Adamczak propone il meglio della tradizione culinaria polacca.

Non dimentichiamo poi la prima “Fromazeria” della Polonia, aperta quattro anni fa: ristorante giovane e informale dove si servono solo piatti a base di formaggi da tutto il mondo.

A Poznań c’è anche la prima “Fromazeria” della Polonia: ristorante giovane e informale dove si servono deliziosi piatti a base di formaggi.

L’altra Poznań

C’è anche una Poznań hipster, rappresentata al meglio dall’informale KontenerART, sulle rive del fiume, immerso nel verde ma con cascate di birra, di arte e di musica che scorrono tra i container.

Mr Periscope, uno dei graffiti di Noriaki (il Banski locale) che spuntano un po’ ovunque a Poznań.

Ciliegina sulla torta? Noriaki (mr Periscope), il Banski locale: i suoi inconfondibili graffiti a forma di occhio spuntano ovunque per scrutare umori e colori della città dove la storia corre veloce.

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