La parola agli esperti

«Non lasciateli soli con l’AI». Bimbi e adolescenti nell’era dell’algoritmo

Ceo e founder lanciano l’allarme: urgente formare i docenti sull’AI. Thrun (Google X): siate top nel tech. Liang (Squirrel): nuovi ruoli per i prof

di Enrico Marro

 Adobe Stock

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

I bambini di oggi sopravviveranno all’AI?

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Siamo così sicuri che la delicata evoluzione dei loro processi cognitivi durante infanzia e adolescenza non sia a rischio nel far west degli AI agents? E che domani non dovremo raccogliere i cocci di una generazione ancora più perduta di quella dei GenZer, colpiti e affondati dai social media?

Loading...

Il missile Edtech

Quella dell’Edtech è una crescita verticale come il decollo di un razzo: valutato oltre 187 miliardi di dollari nel 2025 (stime Grand View Research), il settore sfonderà il muro del suono dei 437 miliardi entro il 2033, con una crescita annua media del 10,8%.

Ma quegli ottimisti di Fortune Business Insight lo proiettano oltre 688 miliardi nel 2034 (15,6% il Cagr) e Market.us addirittura a sfiorare quota 908 miliardi, con Technavio che prevede una crescita media annua del 16,2% da qui al 2030.

EDTECH: LA CRESCITA MONDIALE NEI PROSSIMI ANNI

In miliardi di dollari

Loading...

Una rivoluzione per il mondo dell’istruzione planetaria, sia nel segmento K12 (quello dall’asilo alle superiori) che nelle aule universitarie. Trainata, ça va sans dire, dall’AI delle meraviglie che frantuma frontiere geografiche, economiche e linguistiche come grissini forte anche delle infrastrutture di Big Tech.

EDTECH: IL BUSINESS PER AREE GEOGRAFICHE

Dati in percentuale

Loading...

Dai programmi ai format, dai feedback al coaching, dall’asilo all’upskilling e reskilling degli “anta”: il sogno di una democratizzazione del sapere a tutto tondo sembra a portata di mano.

South Summit è il grande evento tech co-organizzato da Ie University e giunto alla sua 15° edizione: ha calamitato a Madrid 30 unicorni, 600 speaker, oltre duemila investitori, più di 20mila persone. Tra gli speaker, gli esperti che abbiamo intervistato.

Ma è davvero tutto oro quel che sembra luccicare?

Abbiamo girato la domanda ai founder e agli investitori presenti a South Summit, il grande evento tech co-organizzato da Ie University e giunto alla sua 15° edizione, che ha calamitato a Madrid 30 unicorni, 600 speaker, oltre duemila investitori, più di 20mila visitatori. La risposta è esplosiva.

«AI Convergence» è stato il tema centrale di South Summit 2026: ovvero come l’intelligenza artificiale stia accelerando la trasformazione dei settori strategici e definendo nuove opportunità di crescita nel nome appunto della convergenza tra industrie, tecnologie, capitali ed ecosistemi globali.

Liang (Squirrel AI): non lasciateli soli con l’AI

«Non dobbiamo lasciare solo con l’AI nessuno nella fascia di età dai 3 ai 15 anni, ovvero negli anni cruciali in cui sviluppano le loro abilità cognitive». A dirlo chiaro e tondo al Sole 24 Ore è Joleen Liang, co-fondatrice e ceo internazionale dell’unicorno Squirrel AI, colosso cinese all’avanguardia nell’Edtech.

Joleen Liang, co-fondatrice e ceo internazionale dell’unicorno Squirrel AI, colosso cinese Edtech, sul palco di South Summit con Juan José Guemes di Ie University.

Una pioniera del settore in un Paese che non evita l’AI ma l’abbraccia con controllato entusiasmo, famiglie comprese.

Squirrel AI batte gli umani

Fondato nel 2014 a Shanghai, Squirrel AI deve il suo successo a un sistema ibrido (didattica parte umana e parte AI) fondato su miliardi di “nanometric knowledge points”, in grado di scomporre i programmi e mappare la performance dello studente con granularità millimetrica.

«L’imperativo ora è insegnare agli insegnanti come usare la GenAI, senza lasciare i giovani da soli in balia degli algoritmi - spiega Liang - . La scuola va ridisegnata da capo a piedi e bisogna fare in fretta».

Il risultato? Il sistema ibrido di Squirrel AI ha regolarmente battuto i prof umani e la didattica tradizionale, finendo addirittura nel Guinness dei primati.

Squirrel AI deve il suo successo a un sistema ibrido (didattica parte umana e parte AI) fondato su miliardi di “nanometric knowledge points”, in grado di mappare la performance dello studente con granularità millimetrica (nella foto, un robot a South Summit).

Personalizzazione assoluta

«Il nostro punto di forza è la personalizzazione assoluta della didattica», spiega Liang, che sembra appena sbarcata dal futuro su una DeLorean.

«Più in generale, ora l’imperativo è insegnare agli insegnanti come usare la GenAI, senza lasciare i giovani da soli in balia degli algoritmi. La scuola va ridisegnata da capo a piedi e bisogna fare in fretta, perché l’AI evolve alla velocità della luce».

Università in crisi esistenziale

D’accordo su tutta la linea Rafif Srour, Dean of Programs of Science & Technology alla Ie University, da sempre una delle migliori in Spagna (una specie di “Bocconi” iberica).

Rafif Srour, Dean of Programs of Science & Technology alla Ie University, da sempre una delle più avanzate in Spagna (una specie di “Bocconi” iberica). «Oggi gli studenti devono evolvere e diventare “pensatori di sistemi”», chiarisce al Sole 24 Ore.

«Gli atenei sono in crisi esistenziale – ci spiega – spogliati del loro ruolo storico di portali della conoscenza. L’educazione Stem formava specialisti “verticali” in grado di affrontare problemi che oggi vengono risolti dall’AI: gli studenti, di conseguenza, devono evolvere e diventare “pensatori di sistemi”».

Fast AI contro slow AI

Il problema è quello che Ronald Beghetto (Arizona University) nell’ultimo Digital Education Outlook dell’Ocse definisce “fast AI” contrapposta alla “slow AI”: gli studenti meno dotati usano i tools come comode scorciatoie per arrivare dritti al risultato, anziché farsi spiegare a colpi di prompt con dialettica socratica il processo in sé.

Srour (Ie University): fragili e impazienti

«L’AI può darti rapidamente il risultato, ma è l’apprendimento del processo a restare fondamentale» sottolinea Srour, che ha visto come la qualità degli studenti sia in caduta libera.

«Impazienti, si annoiano facilmente, faticano a uscire dalla loro confort zone, sono emotivamente fragili e quindi poco adatti a una prospettiva imprenditoriale».

Le “bolle social” hanno cresciuto teenagers che temono di essere giudicati, di affrontare il conflitto. Ora il rischio è che l’AI li appiattisca in “giovani a una dimensione”, carenti in capacità di giudizio, critical skills e analytical skills.

Le “bolle social” hanno cresciuto teenagers che temono di essere giudicati, di affrontare il conflitto.

E mentre le aziende cercano profili unici e pieni di passione, il rischio è che l’AI appiattisca invece le nuove generazioni in “giovani a una dimensione”, carenti in capacità di giudizio, critical skills e analytical skills.

«Non aiuta il fatto che la didattica tradizionale delle superiori sia costruita sulla memorizzazione – conclude Srour - oggi dominata dalla GenAI».

Thrun (Google X): surfate lo tsunami

«Le università sono sotto attacco, incapaci di difendere il tradizionale modello centrato sul “pezzo di carta”», spiega al Sole Sebastian Thrun, leggendario co-fondatore di Google X, Waymo e Udacity nonché docente a Stanford.

Sebastian Thrun, leggendario fondatore di Google X, Waymo e Udacity nonché docente a Stanford. Ai giovani consiglia: «Be top in AI».

«Il mio consiglio ai giovani è: “be top in AI”» aggiunge, fiducioso sul fatto che la frenata di assunzioni di junior scompaia una volta che il deficit di competenze sarà colmato. «Non giocate in difesa ma imparate ad approfittare dello tsunami AI: non fatevi travolgere ma surfateci sopra».

González-Blanco (Ie University): formare i formatori

Sulla stessa lunghezza d’onda Elena González-Blanco, nata filologa e diventata Head of Artificial Intelligence EMEA in una delle cinque maggiori Big Tech mondiali nonché docente all’Ie University.

«Il modello ibrido funziona bene – ci spiega – ma abbiamo un’urgenza: quella di “formare i formatori”, creando un prof aumentato in grado di sviluppare il pensiero critico attraverso l’utilizzo “socratico” della GenAI».

Elena González-Blanco, Head of Artificial Intelligence EMEA in una delle cinque maggiori Big Tech mondiali nonché docente all’Ie University. «Il pericolo è che tutto diventi troppo facile, troppo veloce, senza darci il privilegio di “imparare” la pazienza e la fatica», ci spiega.

Una volta rifondate le università (processo che comunque richiederà anni) e aggiornate le competenze degli studenti, probabilmente anche le assunzioni entry level ripartiranno.

«Abbiamo un’urgenza: quella di “formare i formatori”, creando un prof aumentato in grado di sviluppare il pensiero critico attraverso l’utilizzo “socratico” della GenAI», spiega González-Blanco.

I pericoli? «Che con gli algoritmi tutto diventi troppo facile, troppo veloce, senza darci il privilegio di “imparare” la pazienza e la fatica indispensabili per raggiungere grandi traguardi».

Liang (Squirrel AI): i prof saranno data analyst

L’ultima parola ancora a Joleen Liang, la più futuristica, che sta esportando il modello Squirrel AI in Nordamerica: «Attenti ai dati. Noi di Squirrel AI abbiamo un ecosistema completamente chiuso per fare training ai modelli. Non rendiamo pubblico alcun dato e non prendiamo alcun dato da fuori».

Tutto da rifare anche per il ruolo dei docenti, spiega Liang: non più specializzati in una singola materia ma «analisti di dati in grado di creare empatia, dare motivazione, sviluppare il pensiero critico».

Ma la vera bomba è sugli insegnanti. Anche il loro ruolo cambierà da capo a piedi, spiega Liang: non abbiamo più bisogno di docenti specializzati in una singola materia, prof di storia o di matematica, perché il sapere verticale passerà all’AI liberandoli dal peso di nozioni mnemoniche o correzioni di compiti. «Ci sarà invece bisogno di analisti di dati in grado di creare empatia, dare motivazione, sviluppare il pensiero critico».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti