5-2 alla Roma Torna Lautaro e l’Inter riprende la sua marcia verso lo scudetto
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Siamo sinceri: Se non sei tifoso dell’Inter, che ha strapazzato la Roma (5-2) rimandando a -9 il Milan e ipotecando davvero lo scudetto, non è facile tornare al campionato italiano dopo lo sprofondo della Nazionale. Certo nel week end di Pasqua, se il pensiero non fosse blasfemo, verrebbe voglia di chiedere una Risurrezione anche per il nostro calcio, ma ormai sappiamo che miracoli di questo genere non sono in agenda.
Né in Cielo né in Terra. E poi tre giorni non basterebbero. Qui sarebbe già un evento soprannaturale avere un buon presidente della Figc (eletto nell’assemblea del 22 giugno) che riesca a trovare un allenatore adeguato in grado di mettere insieme uno straccio di squadra per la Nations League in programma tra il 25 settembre e il 15 novembre.
Di Risurrezione invece si può parlare per l’Inter (che non vinceva da quattro giornate) e soprattutto per i (nero) azzurri tornati dalla disfatta di Zenica. La sosta ha indubbiamente rinvigorito la squadra di Chivu che, sospinta dal ritorno di capitan Lautaro (autore di una perentoria doppietta), non solo ha demolito la Roma, ma ha anche ribadito agli scettici che l’Inter vuole, fortissimamente vuole, lo scudetto.
Non era scontato, soprattutto dopo quanto successo in Bosnia. Invece Lautaro, come un ciclone, ha spazzato via ogni timore impiegando solo un minuto, ben servito da Thuram, per tornare al gol. I giallorossi, per quanto frastornati, hanno trovato il pareggio con Mancini, ma una chirurgica fiondata di Calhanoglu prima del riposo, li ha stesi definitivamente. Nel secondo tempo non c’è stata storia. Troppo superiore l’Inter, di nuovo in rete con un colpo di testa di Thuram che ha poi dato a Lautaro l’assist del quarto gol. Una festa, quella nerazzurra, conclusa da Barella, anche lui risuscitato, autore del quinto gol.
Che dire? Che l’Inter con il bomber argentino è un’altra cosa. Una macchina da gol dove anche Thuram ha ritrovato se stesso, sia segnando sia distribuendo assist ai compagni e al suo capitano. Un altro rinato è Dimarco, lontanissimo parente della controfigura sbiadita vista a Zenica. Anche Bastoni, applaudito a scena aperta dai tifosi, è sembrato rinfrancato dalla “cura” di San Siro. Lo stesso presidente Marotta lo ha difeso a spada tratta. “Il linciaggio nei suoi confronti è una vergogna”, ha detto polemicamente riaprendo una vicenda che forse sarebbe meglio chiudere. Nel complesso, grazie anche alla vigorosa spinta di Calhanoglu, la squadra di Chivu ha cancellato ogni perplessità sulla sua condizione in vista del rush finale.









